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Discussione: Lavorare con le lingue nell'era del web 2.0

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Rodrigo.it
Socio: no

Italians dal:
13/02/2010

318 messaggi
Non vorrei rispolverare quesiti già inflazionati in altri post, ma non ho molto tempo per 'scartabellare' tutti i vecchi post di questa ed altre sezioni...

Vengo al dunque: fino a pochi anni fa, pensavo che per lavorare con le lingue si dovessero fare studi accademici adatti: facoltà di lingue o scuola interpreti. E se andava bene, si faceva carriera all'università o presso ambasciate e enti istituzionali, se andava meno bene, si diventava maestri o docenti di lingua presso scuole pubbliche di ogni grado. Oggi, nell'era del web 2.0 è lecito lavorare con le lingue anche senza avere una laurea ? Docenti con certificazioni particolari, poliglotti (veri o presunti) che fanno formazione e coaching online... ne sapete qualcosa a riguardo, dalle vostre parti ?


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04/06/2013 - 21:37 [ Nuovo | Rispondi ]

bosega.ca
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12/09/2010

1276 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 04/06/2013 - 21:37

Mah io so che ci sono tante donne ed anche alcuni uomini che lavorano con la lingua, ma non so che certificate abbiano

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04/06/2013 - 21:40 [ Nuovo | Rispondi ]

Il Pelide.be
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10/03/2003

29748 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 04/06/2013 - 21:37

Nessun computer sostituirà mai un buon traduttore. Ma le lingue da sole effettiv amente non offrono molti sbocchi. Meglio le lingue insieme con qualche altra capacità professionale, allora sì.

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"Ogni popolo ha il governo che si merita" (W. Churchill) - E in tutta umiltà io aggiungo: "e l'opposizione che si merita".
04/06/2013 - 21:54 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di bosega del 04/06/2013 - 21:40

Un caso emblematico, anche se (sarà invidia, la mia ?) ho idea che sotto ci sia un mezzo bluff
[Link]

Il ragazzo, che ha 31 anni, avrebbe fatto studi di ingegneria, poi dice di essersi convertito all'apprendimento delle lingue (che ad oggi sarebbero ben 10 (!!!) e che afferma di parlare quasi a livello madrelingua)
Fa il giramondo (deve avere tempo e denaro, ma che lavoro faccia davvero non lo si capisce, dal suo blog...).
Ha messo molti video su YouTube a fini di promozione personale, dove si presenta come una specie di fenomeno (da baraccone).
In alcuni video, fa dei monologhi in lingue differenti (parla a braccio o legge un testo dal monitor del suo PC ?), mentre in altri propone interviste che gli fanno dei ragazzi (verosimilmente suoi amici, che stanno il suo gioco).
Devo dire che comunque con il web credo sia cominciata l'era della generazione poliglotta, effetto della globalizzazione e della competizione ormai senza più frontiere geografiche ...

Che ne pensate ? C'è in linea apelaboriosa, che è un'esperta in materia ?

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04/06/2013 - 21:54 [ Nuovo | Rispondi ]

tamarro.de
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09/02/2006

9285 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 04/06/2013 - 21:54

Però... ...
Il sito sembra ben strutturato così come lo sembra anche la metodologia proposta (molto ingegnere...)

Magari 'sto tipo ha talento veramente!
Non dico che, seguendo i suoi consigli, tutti possano essere in grado di riuscire ad imparare 10 lingue in modo perfetto... però devo dire che la metodologia proposta non sembra malaccio.
Poi, naturalmente, la realtà oggettiva è tutta un'altra cosa!


Ciao Rodrì!




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ನೀವು ಏನು ಪ್ರಬಲಗೊಳಿಸುತ್ತದೆ ಕೊಲ್ಲಲು ಇಲ್ಲ
04/06/2013 - 22:41 [ Nuovo | Rispondi ]

apelaboriosa.lu
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03/02/2004

3835 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 04/06/2013 - 21:54

eccomi!
(grazie dell "esperta" )
l'articolo che citi è lungo, tornerò "su questi schermi" col mio commento

ciao!





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05/06/2013 - 07:24 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di tamarro del 04/06/2013 - 22:41

Ciao Tamà,

guarda, le lingue straniere piacciono anche a me (e non solo l'inglese). Quello che mi lascia perplesso è che il tipo dica di imparare 'nei ritagli di tempo libero', sconsigli l'approccio tradizionale scolastico (morfologia, sintassi e analisi del periodo) a favore di ... corsi ASSIMIL !
Li conosco, sono prodotti audiovisivi (libro+CD con mp3), hanno un taglio divulgativo che aiuta nello sviluppare competenze a livello basic (per farci il turista insomma, come i frasari per "argomenti e situazioni", tipo quelli Teach Yourself (e De Agostini o Vallardi, qui in Italia).
Mi pare un po' poco, per i risultati che dice di aver raggiunto.
Le lingue neolatine passi, ma russo e cinese ... oltre che parlare, saprà anche leggere e scrivere in tali lingue ?
O la sua comprensione si limiterà solo al parlo/ascolto ?

Mah ! Leggerò altre parti del suo blog, magari vengo a capo dell'arcano da solo

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05/06/2013 - 15:57 [ Nuovo | Rispondi ]

Riccardo_bxl.be
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09/03/2006

1259 messaggi
di persone che lavorano esclusivamente nel campo linguistico ne conosco parecchie qua a brussels e ti posso assicurare che guadagnano fior di soldi (vedendo dalle case e macchine che hanno o dalla vita e dai viaggi che fanno), ma bene o male tutte gravitano intorno alle istituzioni europee, sia Commissione o Parlamento.

pero' quello che è importante in questo settore è di avere una buona combinazione di lingue perchè l'inglese, francese, spagnolo lo parla tranquillamente anche al cassiera al supermercato qua. infatti molti miei amici una volta allargatasi l'europa hanno cominciato a studiare lingue dell'est per avere piu' possibilita' di lavoro o lingue asiatiche per questioni di affari. I traduttori sono ancora parecchio ricercati qua ed è un mercato fiorente.



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07/06/2013 - 10:38 [ Nuovo | Rispondi ]

Il Pelide.be
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10/03/2003

29748 messaggi
Risposta al messaggio di Il Pelide del 04/06/2013 - 21:54

Questo mio messaggio si riferiva all'Italia, per quanto mi si dice e mi è dato di capire. Per Bruxelles concordo con Riccardo senz'ombra di dubbio ma attenzione: la concorrenza nelle lingue più importanti e anche per un paio delle lingue meno importanti qui è mortale. Anche i sassi delle strade sono poliglotti. Quindi il messaggio è: specializzarsi in lingue meno note.

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"Ogni popolo ha il governo che si merita" (W. Churchill) - E in tutta umiltà io aggiungo: "e l'opposizione che si merita".
07/06/2013 - 11:03 [ Nuovo | Rispondi ]

Riccardo_bxl.be
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09/03/2006

1259 messaggi
Risposta al messaggio di Il Pelide del 07/06/2013 - 11:03

certo, piu' grosso è il paese meno necessità c'e' di imparare le lingue (vedi francia italia uk spagna germania etc) poichè la domanda interna bastava a sopperire i bisogni economici e a creare sufficienti opportunità di lavoro. ma sappiamo che non è piu' cosi e molti paesi si stanno adeguando se vogliono sopravvivere.

leggevo sul FT che le importazioni in Spagna sono drasticamente crollate (domanda interna) mentre le esportazioni sono aumentate nell'ultimo anno. E come esporti? sapendo le lingue e conoscendo i mercati e gli interlocutori.

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07/06/2013 - 12:01 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di Riccardo_bxl del 07/06/2013 - 10:38

Sono d'accordo con voi: il punto non è impararsi una marea di lingue, magari inflazionate (inglese francese spagnolo e ora pure portoghese, visto il trend del Brasile)
O tutte della stessa famiglia (solo romanze o solo germaniche) perché meno difficile.
Il valore aggiunto lo fornisce il mix di lingue conosciute dalla stessa persona fisica.
Credo che la poliglossia sarà una tendenza che si svilupperà molto nel futuro, non solo per necessità lavorative.
Mi risulta stia già crescendo il numero di studenti di lingue orientali (cinese, giapponese ed arabo in testa), ma -qui in Europa meridionale- anche per il tedesco: i madrelingua spagnoli preferiscono la Germania forse anche più dei Paesi del Sudamerica.
Ho idea che il francese, anche per via della cosiddetta 'primavera araba', oltre che della popolarità del tedesco, stia passando un periodo di declino su scala planetaria...

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07/06/2013 - 18:23 [ Nuovo | Rispondi ]

daffodil.ie
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08/03/2003

12036 messaggi
ho due amici uno americano e uno islandese che parlano una moltudine di lingue ciascuno- Entrambi hanno un italiano eccellente- Mi hanno detto che dopo le 3 4 basiche lealtre vengono da se-

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the italian stall è su fb
09/06/2013 - 20:26 [ Nuovo | Rispondi ]

daffodil.ie
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08/03/2003

12036 messaggi
conosco pure un ex ingegnere irlandese in pensione che conoscendo già latino e francese ha imparato l'italiano da solo. Legge di tutto e quando non capisce si fa aiutare da noi(fa parte di un gruppo di exchange liguistico italiano-inglese)- C'è pure un dottore ultra ottantenne che ha cominciato a studiare l'italiano a crca 80 anni. E' stato alunno di catwoman- Ora lo parla abbastanza bene ma è fissato con le etimologie greche e latine quindi una conversazione interessante con lui non si può fare anche perchè se non le conosci ti cazzea in malomodo-

Con questo che voglio dire: ognuno deve trovare 1) il piacere e le motivazioni per imparare(qualsiasi cosa) 2) il metodo che può essere un misto fra pratica sul campo ( magari trovandosi un partner madrelingua) e studio ed esercizio.



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09/06/2013 - 20:40 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di daffodil del 09/06/2013 - 20:40

La buona conoscenza di una lingua si ha con lo studio (prima) e con la pratica (poi), altrimenti, sovrapponendo in sequenza altre lingue, strutture linguistiche e sistemi grafici si fa confusione. Insomma, le lingue .... danno dipendenza !

Normale per un pensionato, ha molto tempo libero e nessun problema finanziario, invece mi lasciano perlesso 1- l'elevato numero di lingue (così differenti anche per complessità) 2- la giovane età e il fatto che non abbia avuto una base accademica di studi linguistici.
La motivazione è pure importante: non ha molto senso imparare una lingua "molto di nicchia", tipo il maltese o il basco, se poi non esiste alcuna possibilità di interazione con persone madrelingua.

La scorsa estate ho cercato di impararmi un po' di greco moderno, quello basic dei frasari già pronti, a livello turistico, visto che ci sono stato una settimana. Non ho ci visto una grande attrattività (punto di vista personale...) Penso che avrei dimenticato tutto al mio rientro, se me la fossi imparata 'al volo'; inoltre, essendo con altri italiani, ho parlato italiano per quasi tutta la durata del viaggio.


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10/06/2013 - 08:57 [ Nuovo | Rispondi ]

Surfandturf.gb
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17/06/2011

2389 messaggi
Le lingue riflettono l' importanza di un paese nell'ambito della civilta' a cui si appartiene o si e' legati. Una delle lingue piu importanti del mondo era il latino, ed e' scomparso con il suo mondo.
Oggi il suo posto e' preso dall'inglese. Nessuno puo lavorare nell'ambito aeronautico, marittimo, turistico, tecnologico ecc. ecc. senza sapere l'inglese.
E come il latino l'inglese influenza anche tutte le lingue del suo tempo, al punto che nessuna lingua ne e' esente dallo"sporcarsi con l'inserimento dei suoi vocabolari piu conosciti.
Certo che il cinese russo,arabo ecc sono altresi importanti per il numero delle persone che le usano, e forse un domani potranno fargli concorrenza, ma al momento o parli inglese o sei ...di serie B.

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10/06/2013 - 10:03 [ Nuovo | Rispondi ]

daffodil.ie
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08/03/2003

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Risposta al messaggio di Rodrigo del 10/06/2013 - 08:57

ora le lingue si insegnano con il metodo comunicativo

si fa pratica e studio allo stesso tempo- L'ho sperimentato con lo spagnolo all'uni. Es. la prima lezione: come ci si saluta. Abbiamo visto un filmato su varie situazioni reali (tg- film etc)

abbiamo imparato le formule formali ed informali

le abbiamo messe in pratica

Ai miei tempi ho imparato l'inglese così: IL GATTO è un animale

il cane è sotto il tavolo

la penna è rosa...

in pratica come si usava fare con il latino- che è una lingua morta quindi non hai bisogno di comunicazione-

Insomma alla fine dell'uni sapevamo vita mortee miracoli di tutti i re e regine inglesi x non parlare di scrittori e poeti ma non si sapeva chiedere un'indicazione x strada-

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10/06/2013 - 10:08 [ Nuovo | Rispondi ]

daffodil.ie
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08/03/2003

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Risposta al messaggio di Surfandturf del 10/06/2013 - 10:03

surf sono pienamente d'accordo con te


vedo- sperimento ciò ogni giorno

si deve sapere l'inglese, oggi, almeno ad un livello intermedio alto, per vivere e lavorare ovunque nel mondo-

l'inglese poi ha un vantaggio che è una lingua facilissima, una volta che hai capito come funziona e hai imparato quelle due o tre cose di grammatica veramente incomprensibili x noi latini(che a dire il vero si usano molto poco), e abbandoni la nostra forma mentis, tutto il resto viene da se

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10/06/2013 - 10:15 [ Nuovo | Rispondi ]

apelaboriosa.lu
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Risposta al messaggio di Rodrigo del 04/06/2013 - 21:54

Ho letto un po' (è lunghissimo)
e a me non ha detto niente di nuovo, la differenza: il linguaggio non "scientifico" (che va bene)

"che ad oggi sarebbero ben 10 (!!!) e che afferma di parlare quasi a livello madrelingua"

se tra quelle dieci ci sono, per esempio: italiano, francese e spagnolo e tedesco, olandese e inglese: si può credere (anche se quel "livello madrelingua" però qui si può rispondere c'è madrelingua e madrelingua... Napolitano - tanto per dirne uno - è madrelingua, ma immagino che il suo italiano sia diverso da quello di Totti - tanto per fare un altro esempio...)

Invece ho notato un fatto che ritengo interessante:
Ho parlato in italiano con dei greci e in un primo momento ho pensato:
"Però, come lo parlano bene" poi continuando la conversazione mi sono resa conto che non lo parlavano "così bene".
Cosa era successo? Mi ero fatta "ingannare" dalla pronuncia.
Spiego: il greco e l'italiano sono "simili" nei suoni (fonetica?) perciò per un greco è più facile avere una pronuncia simile a un "madrelingua" anche se la conoscenza della lingua è a unn livello basso.
Forse succede lo stesso ma inversamente per gli italiani che studiano il greco?



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10/06/2013 - 10:31 [ Nuovo | Rispondi ]

Surfandturf.gb
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17/06/2011

2389 messaggi
Risposta al messaggio di apelaboriosa del 10/06/2013 - 10:31

Attenzione a non confondere o travisare il significato di madrelingua.
Parlare una lingua molto bene non vuol dire "diventare" di madrelingua.
La nostra capacita di esprimerci e dialogare in italiano e' ovviamente a diversi livelli, a seconda del nostro grado culturale, ma sara sempre la nostra madrelingua.
Chi non ha studiato, ma ha vissuto in un paese straniero anche per 20-40 anni parlera e scrivera molto bene quella lingua straniera, ma fara sempre dei piccoli errori di spelling e di pronuncia che riveleranno a chi ci e' nato il fatto che sta parlando con qualcuno che non usa la sua madrelingua.
Chi vive all'estero sa bene che abbiamo persone che dopo 10 anni hanno una ottima pronuncia e certi altri che dopo 40 sanno appena mettere insieme un concetto astratto.....ma questo succede anche con la nostra lingua madre ! ...non so se mi sono espresso bene

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10/06/2013 - 13:54 [ Nuovo | Rispondi ]

Il Pelide.be
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10/03/2003

29748 messaggi
Risposta al messaggio di Surfandturf del 10/06/2013 - 13:54

Per me il tuo discorso è chiaro e lo condivido.

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"Ogni popolo ha il governo che si merita" (W. Churchill) - E in tutta umiltà io aggiungo: "e l'opposizione che si merita".
10/06/2013 - 15:34 [ Nuovo | Rispondi ]

apelaboriosa.lu
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03/02/2004

3835 messaggi
Risposta al messaggio di Surfandturf del 10/06/2013 - 13:54

e c'è quel "quid" che fa sì che un madrelingua utilizzerâ espressioni, parole ecc. nel modo appropriato, il non madrelingua no
esempio banale
perché diciamo spezzare il pane e non "rompere il pane"
se diciamo "Carneade" sappiamo cosa vogliamo dire
oppure
"zona Cesarini"
ecc. ecc.
un madrelingua: hai voglia!!!
(anche questa frase, provate a spiegargliela....)

Però, però
può succedere che uno straniero che ha studiato bene la lingua in certi casi la parli meglio del madrelingua....




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10/06/2013 - 15:54 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di apelaboriosa del 10/06/2013 - 10:31

Quanto al parlare greco, ricordo che sentivo in albergo radio e TV con curiosità: il ritmo e la 'musicalità' del parlato ricordavano lo spagnolo, però ... non capivo una parola, per cui non poteva essere spagnolo !

Quanto al 'peso' di una lingua nei suoi tempi, sono pienamente d'accordo:non aver studiato/imparato l'inglese oggi è un limite grave, specie per un occidentale. Non sono del parare però che sia 'facile': la morfologia lo è certamente (niente genere per articoli, aggettivi, nomi e pronomi, niente coniugazioni a 6 persone per i verbi regolari, gli aggettivi non hanno plurale e non ci sono nemmeno le declinazioni dei casi per costruire i complementi con le varie "reggenze" per le preposizioni).
I "dolori di pancia" iniziano con la pronuncia, piuttosto anarchica rispetto al sistema grafico, che riprende l'alfabeto latino, con tanti suoni che però che nella lingua di Roma erano assenti...

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10/06/2013 - 16:21 [ Nuovo | Rispondi ]

BarbaraBibi87.it
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07/10/2013

2 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 04/06/2013 - 21:37

La voglia di dire la mia in questa discussione mi ha spinta a iscrivermi al forum...personalmente non demonizzerei internet e il coaching online. Certo, è tutta un'altra cosa rispetto al frequentare una facoltà di lingue,e non conosco il caso del ragazzo che avete citato, ma secondo me una cosa non sostituisce l'altra e, anzi, non vanno neanche paragonate!

Faccio un esempio personale: io avevo una discreta base di inglese studiata in ambienti "canonici" (scuola, università, etc) ma, volendola rispolverare e approfondire per questioni di lavoro, mi sono affidata a un corso online (su kjungle.com, se qualcuno fosse interessato) e devo dire che mi è stato molto utile. Quello che ho seguito io non era un corso strutturato come quelli canonici, partendo dalle basi (anche se so che c'erano anche quelli) etc, ma ti permetteva di metterti in contatto con una persona di madrelingua inglese via skype e fare conversazione. Era molto stimolante perchè da una parte discutevi di argomenti interessanti dall'altra lei ti correggeva gli errori... voglio dire che è stato un qualcosa "in più" rispetto al corso universitario, per cui non lo esclude nè lo sostituisce, ma io lo consiglierei vivamente!!!

Così come non ci vedo niente di male in una persona che conoscendo bene una lingua volesse mettere le sue competenze a disposizione degli altri online, arrotondandosi magari lo stipendio in questo modo. E che non abbia studi specifici non penso comprometta le possibilità di chi invece ce li ha, che in virtù di quegli studi continua invece ad avere più possibilità e più sbocchi professionali fuori dalla Rete (sia in quanto ad insegnamento che per quanto riguarda traduzione ed interpretazione).

Sono opinioni mie, naturalmente, ma quello che intendo è che penso che il web offra comunque grandi opportunità per l'apprendimento e per l'insegnamento delle lingue...poi dipende tutto da come ciascuno le sfrutta!

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07/10/2013 - 15:19 [ Nuovo | Rispondi ]

Surfandturf.gb
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17/06/2011

2389 messaggi
Risposta al messaggio di BarbaraBibi87 del 07/10/2013 - 15:19

Certo, sono tutti punti validi, ma ........funziona sempre e tutto in relazione alle ns capacita' di apprendimento.
Un mio collega in italia aveva studiato l'inglese senza mai andare all'estero e lo parlava con un ottima pronuncia, conoscevo anche una signora italiana da 35 anni in Inghilterra e parlava l'inglese in una maniera orrenda....


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07/10/2013 - 15:56 [ Nuovo | Rispondi ]

BarbaraBibi87.it
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07/10/2013

2 messaggi
Risposta al messaggio di Surfandturf del 07/10/2013 - 15:56

Quello senz'altro!! Volevo solo dire che non denigrerei a priori l'insegnamento online...poi è ovvio che uno riuscirà più o meno bene a seconda delle proprie capacità, ma questo avviene online come sui banchi di scuola! :)

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18/10/2013 - 15:22 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di BarbaraBibi87 del 18/10/2013 - 15:22

Ciao Bibi,

ben venga l'insegnamento on line.
Del resto, in aula nelle scuole dell'obbligo si fanno appena tre o quattro ore la settimana di lingua straniera. Poi c'è la gran perdita di tempo dei compiti in classe e le interrogazioni, che riducono di molto il numero di ore effettive di corso.

Penso che i vari approcci si integrino e oggi ci sono mezzi multimediali (mp3 & C.) che aiutano molto nell'apprendimento di una corretta pronuncia, specie per chi ha poco tempo a disposizione.
A parte il dichiarare di parlare 'come un madrelingua' (forse riferendosi più a una pronuncia molto corretta che a una conoscenza approfondita del lessico e dei modi di dire della vita quotidiana), il ragazzo in realtà non rivela chiaramente il fattore decisivo, uno stile di vita non 'standard': il suo lavoro è tutto on line, non va in alcun ufficio e pare non abbia altro lavoro che quello del trainer on line, viaggia molto e partecipa ad eventi e workshop per poliglotti, di età media 30-40 anni.
Il vero segreto è l'organizzazione della propria vita privata e del proprio tempo, non certo videoclip ad effetto o presunti 'trucchi' su grammatica e pronuncia, che ai veri linguisti non dicono nulla di nuovo, da quanto ho letto.

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20/10/2013 - 17:59 [ Nuovo | Rispondi ]

Mory1977.gb
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28/01/2011

764 messaggi
Risposta al messaggio di Surfandturf del 10/06/2013 - 10:03


concordo in pieno.

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22/10/2013 - 15:39 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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Italians dal:
13/02/2010

318 messaggi
Ne ho trovato un altro !!!

[Link]

Ma allora c'è tutta una nuova generazione di poliglotti di formazione universitaria non linguistica.
Da non credere: pure questo ha studiato ingegneria, però mi risulta più simpatico del romano (che invece se la tira e se la canta).
E poi è irlandese, un mattacchione (giramondo pure lui, si capisce).
Il punto è ... di cosa campa questo ragazzo, girovagando da un Paese all'altro ?
E ... cosa si metterà a fare, alla soglia dei 45-50 anni ?

Tra invidia e scetticismo, gli interrogativi rimangono aperti

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03/11/2013 - 11:35 [ Nuovo | Rispondi ]

tamarro.de
Socio: no

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09/02/2006

9285 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 03/11/2013 - 11:35

Hai proprio ragione, Rodrigo, 'sto tipo è proprio uno spasso!!!

Se poi il suo metodo funzioni, non saprei dire, ma il sito è davvero interessante!


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03/11/2013 - 11:46 [ Nuovo | Rispondi ]

daffodil.ie
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08/03/2003

12036 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 03/11/2013 - 11:35

aprirà un autentico pub irlandese dove farà andare tutti i turisti che vogliono vedere l'autenticità di un vecchio pub tradizionale, magari fuori dai centri, dove ce li portanno a viva forza coi pullman-

lui chiamerà un amico archeologo, vero!!!, x dare l'autentico sapore di antico- magari qui e lì ci metterà pure le patate dell'orto nei sacchi, le bilance, i cestini con le uova, vicino a tutto l'armamentario dell'ufficio postale (perché al pub di paese vai pure a ritirare la pensione, a comprare una libbra di burro, e il pane fresco....)

be' riguardo all'essere giramondo- i madrelingua d'inglese fanno un corso su teach english as foreign Language e partono- Sapere l'inglese e saperlo insegnare è una grande risorsa se sei giovane e vuoi girare il mondo- La gente qui si laurea presto, presto lascia la famiglia ... diciamo che hanno una decina d'anni di vantaggio rispetto a noi a parità d'età- Persino il mio omeopata da ragazzo ha insegnato inglese, parla spagnolo fluentemente ... esperienze che poi gli sono tornate utili poiché ora insegna alla scuola di omeopatia, e una delle figure più autorevoli dell'omeopatia è una dottoressa sudamericana...

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04/11/2013 - 10:48 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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13/02/2010

318 messaggi
Risposta al messaggio di apelaboriosa del 10/06/2013 - 10:31

Finalmente svelato l'arcano del poliglotta romano (10 lingue) che dichiara di "parlarle come un madrelingua".
Risponde dal suo blog in data 20/10/2013:

"Ti posso dire che ho 4 diplomi C2 (C2 corrisponde ad un livello madrelingua secondo il quadro europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue straniere)" ([Link]).

Il link è sempre lo stesso
[Link]


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28/11/2013 - 23:18 [ Nuovo | Rispondi ]

tamarro.de
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09/02/2006

9285 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 28/11/2013 - 23:18



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15/12/2013 - 23:18 [ Nuovo | Rispondi ]

Rodrigo.it
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Risposta al messaggio di tamarro del 15/12/2013 - 23:18

Insomma, in parole semplici, il tipo dichiara di avere una certificazione ottenuta in seguito alla partecipazione a corsi che, in base ad accordi e convenzioni formali, lo 'equipara' ad un madrelingua (vero) di questa o quella lingua.

Resto sempre dell'idea che, salvo gli interpreti parlamentari e di enti internazionali, probabilmente molto ben pagati, di sole lingue non si campi a lungo termine.
E che, più che il numero in sè (my two cents: 3-4 sono il numero ottimale), rimane strategica la scelta delle lingue apprese.
E naturalmente, praticate in maniera intensiva e frequente.
Poi, ognuno resta libero di 'vendersi la propria immagine personale' come meglio crede.

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20/12/2013 - 11:59 [ Nuovo | Rispondi ]

tamarro.de
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9285 messaggi
Risposta al messaggio di Rodrigo del 20/12/2013 - 11:59



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ನೀವು ಏನು ಪ್ರಬಲಗೊಳಿಸುತ್ತದೆ ಕೊಲ್ಲಲು ಇಲ್ಲ
20/12/2013 - 17:05 [ Nuovo | Rispondi ]

Caterina89.cn
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2 messaggi
Salve a tutti,
mi sono iscritta 2 mesi fa al forum. Vedo che la discussione non è recentissima, ma la trovo molto interessante e se qualcuno è interessato vorrei continuarla.
La mia prospettiva è quella opposta, ovvero di una linguista che sta frequentando corsi online per sviluppare conoscenze in altri settori.
Sono laureata in interpretazione di conferenza (simultanea), ho studiato in Italia e Germania, specializzandomi nelle lingue straniere tedesco, inglese e cinese.
Penso che per imparare una lingua davvero bene occorra anche capire la cultura che ci sta dietro e ciò significa un corso di laurea specializzato + corsi all'estero nei paesi delle varie lingue e tanti anni di studio. Sto cercando di fare carriera come interprete e traduttrice libera professionista. Come dite voi una professione di "sole lingue", ma anche culture diverse, capacità comunicativa etc.
Tuttavia dopo la laurea devo ammettere che mi è venuto il timore di essermi specializzata in un campo che, per quanto interessante e in crescita, da solo non basta. Quindi sto frequentando lezioni online di diritto e commercio internazionale, per aggiungere valore alla mia formazione prevalentemente linguistica.
Penso che ciascuno debba capire qual'è la sua passione predominante prima di decidere cosa studiare. Nel mio caso erano le lingue straniere. Anche io ci ho fatto un pensiero su altre facoltà come ingegneria, economia e legge una volta terminata la scuola, perché pensavo sarebbero state più utili. Mi dicevo "le lingue posso impararle anche in altri modi, da autodidatta o d'estate all'estero". Poi però arriva il momento di essere sinceri con se stessi e ho capito che le lingue sono la mia passione principale. Le altre materie le sto imparando più per dovere che per passione. Per molti probabilmente è il contrario.


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26/05/2014 - 06:51 [ Nuovo | Rispondi ]