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Forum MinItalians

Lo spazio dedicato ai bambini Italians!
Discussione: Trasferirsi all'estero con figli

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Anabell.it
Socio: no

Italians dal:
14/08/2010

4 messaggi
Care mamme e cari papa' 
Sono mamma di 2 piccole minitalians di 5 anni e di 3 mesi. Da tempo io e mio marito meditiamo di lasciare tutto e trasferirci tutti in un altro Paese. Non siamo contenti di come vadano le cose in Italia, soprattutto siamo preoccupati del futuro delle bambine. Stiamo valutando varie possibilita' e mi piacerebbe tanto sapere da voi, che vivete gia' in un altro Stato, come vivono le famiglie, i servizi ad esse dedicate, la qualita' delle scuole e del servizio sanitario. Al momento stiamo pensando all'Australia, ma ogni informazione anche da altri Paesi e' ben accetta. 
Capisco che la mia domanda sia molto generica, ma non conoscendo altri Italins all'estero, non saprei proprio a chi chiedere.
 

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15/08/2010 - 12:30 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di Anabell del 15/08/2010 - 12:30

La domanda e' molto generica quindi la mia risposta sara' anche un po' generica. Io ti posso parlare degli Stati Uniti dove io vivo. Ci sono due americhe per quanto mi riguarda. Quella per chi ha un buon lavoro e quella per chi non ha un buon lavoro.
Se hai un buon lavoro, puoi avere una ottima assicurazione medica e ottima assistenza sanitaria. Se hai un buon lavoro puoi vivere in una zona tranquilla con ottime scuole e ottime opportunita' di lavoro per i tuoi figli. Se hai un buon lavoro puoi mandare i tuoi figli in scuole materne dove i bambini verranno trattati con dolcezza.
Purtroppo se non hai un buon lavoro le cose sono molto diverse. Ci sono 45 milioni di americani senza assicurazione medica. Qualificare per l'assicurazione medica dello stato e' molto difficile. Nelle zone piu' povere le scuole fanno paura. Non esistono gli asili comunali quindi tante persone non possono permettersi di mandare i loro figli all'asilo. Ci sono gli asili per i poveri, ma generalmente in quegli asili tuoi figlio imparerebbe prima lo spagnolo che non l'inglese.
Tutti comunque ricevono $1000 all'anno per ogni figlio che hanno.

Io ti consiglierei di fare queste domande nei forum specifici per ogni nazione che volete prendere in considerazione.

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16/08/2010 - 02:37 [ Nuovo | Rispondi ]

canariamericana.us
Socio: no

Italians dal:
03/08/2010

47 messaggi
Risposta al messaggio di Anabell del 15/08/2010 - 12:30

ciao annabel,
mi associo a quanto detto da momx2.anche io vivo negli usa,san diego,per la precisione,e sono senz'altro avvantaggiata dal fatto di avere un marito americano con un buon lavoro.ho 2 bambini di 4 e 3 anni ed una bimba di 21mesi. ho vissuto in diversi posti prima e tra essi la nuova zelanda.non importa dove vogliate trasferirvi.quello che conta e'che abbiate un lavoro,soldi,e la possibilita'di ottenere un visto.critichiamo tutti tanto l'italia(io sono la prima),ma tutta una serie di cose che diamo per scontate altrove non esiste.innanzitutto il sistema sanitario e la preparazione medica.mia figlia ha avuto un intervento cardiaco lo scorso autunno che ci e' costato la bellezza di 10.000 USD,solo perche' abbiamo un'ottima assicurazione.la spesa altrimenti sarebbe stata di 100.000.mi sono fratturata la mano qualche mese fa ed un banale gesso e' costato 500 USD,grazie all'ottima assicurazione...certo questo e' quello che succede in america,ma in altri paesi non credo la situazione sia molto diversa.

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16/08/2010 - 18:19 [ Nuovo | Rispondi ]

Anabell.it
Socio: no

Italians dal:
14/08/2010

4 messaggi
Risposta al messaggio di momx2 del 16/08/2010 - 02:37

Grazie per le risposte che mi avete dato. So che la domanda era molto generica, ma l'intento e' quello di cogliere piu' sfumature possibili, ma con un punto di vista da mamma. Le vostre esperienze ci inducono ad una seria riflessione. Il costo della sanita' non e' banale. Se posso chiedere, a vostro parere quale puo' essere (molto indicativamente) il reddito sufficiente per poter accedere ad un contesto di case/servizi decorosi?
Grazie per la disponibilita'

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16/08/2010 - 18:53 [ Nuovo | Rispondi ]

canariamericana.us
Socio: no

Italians dal:
03/08/2010

47 messaggi
Risposta al messaggio di Anabell del 16/08/2010 - 18:53

oddio e' una domanda difficilissima! dipende da cosa intendi per decoroso e da quanti figli hai.ah,e poi anche da dove vuoi vivere.qui a san diego se vuoi vivere "decorosamente" devi avere un income di almeno 90.000$ e non puoi permetterti certo una casa down-town o scuole private.
prova a chiedere nei vari forum. non so in australia la situazione come sia.

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16/08/2010 - 20:00 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di canariamericana del 16/08/2010 - 20:00

Io vivo vicino Los Angeles. Mio marito giuda 1 ora per andare a lavorare. Abbiamo appena comprato casa. Abbiamo due macchine. Mia figlia piu' piccola va all'asilo soltanto 2 mattine alla settimana e mi costa $250 al mese. Non verrei in questa zona per meno di $100.000 l'anno. Certo se vai in Colorado allora magari bastano $75.000

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17/08/2010 - 00:33 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di momx2 del 17/08/2010 - 00:33

Volevo dire un'altra cosa se mi permetti. Io capisco benissimo il tuo desiderio di lasciare l'Italia ma se potessi tornare indietro cercherei un posto piu' vicino, in Europa. Ci sono paesi in Europa dove si vive bene con una famiglia. Leggo tanti blog di italiani all'estero e so che per esempio la Svezia e' un ottimo posto per far crescere dei bambini, ma anche l'Olanda e il Belgio. Io sento molto la lontananza quindi questo e' il mio consiglio.

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17/08/2010 - 04:05 [ Nuovo | Rispondi ]

Il Pelide.be
Socio: no

Italians dal:
10/03/2003

29748 messaggi
Risposta al messaggio di momx2 del 17/08/2010 - 04:05

Finalmente qualcuno che nomina la cara vecchia Europa, in questo thread !
Qui verso nord, sole poco e incerto, ma per il resto, un sacco di ottime certezze !
A lingue, come stiamo ?


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"Ogni popolo ha il governo che si merita" (W. Churchill) - E in tutta umiltà io aggiungo: "e l'opposizione che si merita".
17/08/2010 - 08:57 [ Nuovo | Rispondi ]

nnica.fr
Socio: no

Italians dal:
19/08/2004

4266 messaggi
Risposta al messaggio di Il Pelide del 17/08/2010 - 08:57



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... e si riparte !!
17/08/2010 - 12:08 [ Nuovo | Rispondi ]

margotmassarutto.nl
Socio: no

Italians dal:
29/05/2006

58 messaggi
Se qualcuno mi ponesse la domanda inversa (trasferirsi in Italia dall'estero con figli), la mia risposta sarebbe molto simile a quelle sopra, ovvero: se hai un buon lavoro, vivi bene. Questo e' conditio sine qua non praticamente ovunque. Anche in Italia, come in altri Paesi europei, sanita', scuola e servizi dipendono da dove vivi - in una citta' grande e ben servita? e in questa, in centro o in periferia? - e dal tenore di vita che puoi e vuoi permetterti. Quindi, dato per scontato che tu e tuo marito abbiate competenze linguistiche e professionali adatte ad un trasferimento all'estero, la questione diventa indubbiamente piu' interessante. Io personalmente sono contenta di vivere all'estero. Mi manca l'Italia, mi dispiace che mia figlia la vivra' diversamente da come l'ho vissuta io, ma sono contenta delle altre opportunita' che le si aprono, fra le quali il bilinguismo, un'istruzione migliore, un senso civico maggiore e in generale una piu' alta qualita' della vita. Dal mio punto di vista e per la mia scala di valori. Pensate alla vostra e riflettete sulle vostre priorita', questo e' il consiglio che mi sento di darvi.

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in esilio, ufficialmente.
17/08/2010 - 13:43 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di margotmassarutto del 17/08/2010 - 13:43

Ovviamente avere un buon lavoro e' necessario affinche' il trasferimrnto sia piacevole. Pero' in Europa i servizi per le famiglie sono migliori che negli USA. Qui se non hai un buon lavoro puoi essere completamente tagliato fuori dal servizio sanitario. Non sei coperto e basta. In Europa che io sappia sei sempre coperto dal sistema sanitario. La stessa cosa con gli asili, qui se non hai i soldi per pagare semplicemente i tuoi figli non ci andranno. Mentre anche questo in Europa non mi sembra sia cosi da nessuna parte. Ci sono sempre gli asili comunali anche se magari a volte devi iscrivere tuo figlio ancora prima che nasca.
Se non hai delle qualifiche io non andrei da nessuna parte perche' essere povero in un paese straniero e' mille volte piu' difficile che essere povero in Italia.

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18/08/2010 - 01:06 [ Nuovo | Rispondi ]

margotmassarutto.nl
Socio: no

Italians dal:
29/05/2006

58 messaggi
Risposta al messaggio di momx2 del 18/08/2010 - 01:06

Io vivo in Germania, ma ho vissuto anche in Canada e in Olanda. Devo dire che per quanto riguarda gli asili, sono almeno parzialmente a carico della famiglia a meno che entrambi i coniugi lavorino. Questo a Berlino e' difficile, di solito lavora solo uno dei due, anche perche' le scuole non sono a tempo pieno. Per quanto riguarda la sanita', in Olanda ad esempio c'e' l'assicurazione privata, non cara come in Nord America, ma copre poco se fai quella base. In Germania essa viene pagata meta' dal datore di lavoro e meta' dal lavoratore e di solito copre tutti i membri della famiglia, ma e' cara. Certo ci sono sussidi sociali per le famiglie meno abbienti. I sussidi coprono asilo e sanita', ma a patto che si sia iscritti alle liste di collocamento, con obbligo di frequentare corsi di formazione e obbligo di accettare il primo impiego offerto dall'agenzia di collocamento, insomma non e' proprio rosea come situazione. Quello che intendo e' che Nord America o Europa che sia, il lavoro rimane conditio sine qua non per un trasferimento. Non credo comunque che la questione posta fosse questa, mi auguro che chiunque possa rendersi conto di questo. penso volessero avere informazioni sulle possibilita' di istruzione e socializzazione per i figli e da questo punto di vista la mia esperienza e' positiva in tutti i Paesi in cui ho vissuto.

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in esilio, ufficialmente.
18/08/2010 - 12:15 [ Nuovo | Rispondi ]

Anabell.it
Socio: no

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14/08/2010

4 messaggi
Risposta al messaggio di margotmassarutto del 18/08/2010 - 12:15

Ciao rispondo a Margot per rispondere a tutti. Mi scuso per non avere scritto prima, ma la piccolina in queste notti cia sta facendo tribolare. (Approfittero dei thread allattamento e nanna per scambiare qualche parere). Parto da quest'ultimo post per spsiegare meglio da dove nasce il pensiero di un trasferimento. Al di la delle solite questioni tipicamente Italiane che gia' di per se basterebbero per far perdere la pazienza. I motivi veri sono da ricercare nel clima che abbiamo vissuto come famiglia viaggiando in UK, Francia, Austria e Irlanda. Mi spiego: senza coinvolgere politiche sociali e di sostegno economico, mi accontenterei di vivere in un posto che come Londra si possa vivere con bambini (anche dopo 10 giorni non ero ancora abituata che in metropolitana  cedessero il posto a sedere per me e per Chiara. che i musei fossero belli, tanti e gratuiti. Che i bambini non fossero considerati un incomodo fastidio, che ci fosse tanto verde pubblico ben tenuto con tanti bambini e tante mamme con cui fare due parole. Ho fatto piu' conoscenze in 10 giorni di Londra che in 6 anni da mamma in Italia. Ora Chiara andra' alle elementari, la situazione delle scuole pubbliche non e' felice, grazie ai continui tagli le attivita' extra sono state fortemente ridimensionate, i laboratori di informatica (quando esistono non vengono mantenuti) e gia' ci e' stato anticipato che verranno effettuate delle collette per raccogliere i soldi necessari a cancelleria e altri acquisti. Lasciamo perdere gli stabili scolastici perche' spesso sono in luoghi fatiscenti al limite dell'agibilita' e di strutture per lo sport non se ne parla nemmeno. Per quanto riguarda gli asili, ce ne sono di statali a costo zero, ma il livello potrebbe non essere soddisfacente, i bambini non imparano nemmeno a colorare e potrebbero non esserci i posti per la nanna al pomeriggio. Alcuni non hanno il refettorio e il pranzo viene portato dal catering e consumato in aula. L' asilo comunale e' meglio ma puo' arrivare

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18/08/2010 - 15:33 [ Nuovo | Rispondi ]

Anabell.it
Socio: no

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14/08/2010

4 messaggi
Risposta al messaggio di Anabell del 18/08/2010 - 15:33

L' asilo comunale e' meglio ma puo' arrivare a costare come uno privato, circa €150/mese. La cosa che ci spaventa di piu' invece e' la sanita' privata. Sono colipita dalle vicende di canariamericana e auguro di cuore che la bambina stia bene. In Italia e' vero che non spendendo nulla si puo' ancora accedere a strutture di alto livello (per ora), anche se sempre piu' spesso si deve ricorrere alla sanita' privata per avere visite in tempi ragionevoli (meno di 9 mesi nei casi limite). Per quanto riguarda competenze e lingue, ce la caviamo bene solo con l'inglese, motivo per cui non si era pensato al nord Europa, anche se leggendo qui e la, sembra che le cose non vadano affatto male. Si pensava a paesi di lingua inglese. Mio marito e' un professionista del mondo IT, ha fatto corsi che gli hanno fatto conseguire diverse certificazioni internazionali, che parrebbe siano molto ricercate nel mondo anglosassone. Per ora ci siamo limitati a Monster, ma siamo rimasti piu' che sorpresi per gli alti livelli retributivi proposti in USA. Poi sappiamo bene che tra il vedere un annuncio e essere assunti c'e' una bella differenza. Pero' e' gia' un inizio. Giusto per dovere di cronaca, abitiamo al nord, 40km da Milano, in una ricca zona che abbonda di Cayenne ma latita in quanto a servizi e sentimenti.
Scusate per lo sfogo, saranno le notti in bianco.......      


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18/08/2010 - 15:36 [ Nuovo | Rispondi ]

canariamericana.us
Socio: no

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03/08/2010

47 messaggi
Risposta al messaggio di Anabell del 18/08/2010 - 15:36

annabel,
grazie,la mia bimba sta bene adesso.ha la sindrome di down ed e'nata in italia in un pubblicissimo ospedale del sud!saro'stata forse una pazza,ma avere il conforto e l'aiuto dei miei al momento del parto mi e'sembrata la cosa fondamentale.e ti assicuro che ho avuto assistenza,preparazione e solidarieta'come da nessuna altra parte.
se non ricordo male all'inizio chiedevi dell'australia.non ne so molto ma 15 anni fa ho vissuto in nuova zelanda per un lungo periodo.mio fratello vive ancora la'e mi dice che le cose sono cambiate parecchio negli ultimi tempi.innanzitutto le leggi sull'immigrazione sulle quali ti consiglio di informarti BENISSIMO.l'economia fa acqua da tutte le parti in questo momento e soldi e lavori ce ne sono pochi.ti posso dire che le cose che succedono in italia stanno succedendo bene o male anche qui,con la differenza che non ci sono le tutele alle quali siamo abituati.se perdi il lavoro lo perdi,senza troppi convenevoli,dalla sera alla mattina.per non parlare di maternita',malattie etc.i tagli alla scuola pubblica sono un'altra nota dolente.mia figlia e'inserita in un programma(che esiste identico e preciso in italia)che fornisce servizi e sostegno a bambini e famiglie con disabilita'.tutta una serie di servizi sono stati tagliati ed i bambini inseriti nel programma quest'anno non avranno gli stessi diritti di mia figlia.
le amicizie:sono tutti carini,gentili e disponibili,a chiacchiere...sei comunque una straniera;loro non capiscono te e tu non capisci loro.
ovviamente ci sono tanti pro.ma dipende sempre da dove vai.un conto e'vivere in california,un conto,credo,sia vivere in iowa.
e poi che ne e'stato delle isole felici italiane tipo toscana ed emilia romagna?
non ti scoraggiare.
home is where the heart is!

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18/08/2010 - 17:14 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di canariamericana del 18/08/2010 - 17:14

Il problema piu' grande che vedo per voi e' ottenere il permesso per lavorare in USA. Non e' semplice essere sponsorizzati. E anche se ti danno un visto di lavoro potrebbero passare 7-8 anni prima di ottenere la green card. In quei 7-8 anni tu non avrai il permesso di lavoro e tuo marito potra' soltanto lavorare con la ditta che lo sta sponsorizzando. A volte le ditte se ne approfittano e non ti pagano il salario che pagherebbero a qualcuno che ha gia' la green card. E' verissimo che i salari qui sono alti, anche se quello che leggi su monster e' sempre salario lordo. Non include tasse e assicurazione medica. Io per la mia famigli apago $900 al mese di assicurazione medica. Dipende da quello che offre il lavoro. Di solito e' coperto 80/90% il resto lo devi pagare.
Queste sono cose da considerare quando si accetta una proposta di lavoro.
In Europa invece avete il diritto di lavorare quindi sarebbe tutto piu' automatico.

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18/08/2010 - 23:55 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di momx2 del 18/08/2010 - 23:55

Volevo commentare sulle scuole. A differenza di quello che si sente in giro le scuole negli Stati Uniti possono essere ottime. Noi viviamo nella citta' che ha le migliori scuole nella California e a me piacciono moltissimo le scuole. Pero' di nuovo se vivi in una zona non tanto belle allora anche le scuole saranno un disastro. Le scuole ricevono i fondi dalle tasse sulle case quindi piu' costosa e' la zona piu' soldi le scuole ricevono. Piu' soldi non vuol dire sempre ottime scuole perche' conta tanto anche l'ambiente. La nostra citta' e' una citta' dove ci sono tante famiglie e tanti genitori che si impegnano a seguire i propri figli nello studio e che partecipano attivamente nella scuola.(in vece di genitori in carriera che non seguono i figli ma li riempiono di soldi) Quindi anche se non e' Beverly Hills le scuole qui ottengono sempre ottimi risultati.

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19/08/2010 - 00:29 [ Nuovo | Rispondi ]

chiaretta_75.nl
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Italians dal:
28/08/2003

6443 messaggi
Riguardo l'Olanda
asili nido statali, costano un botto (6euro l'ora, si paga in base alle mezze giornata di frequenza, la mia bambina va 2 giornata intere quindi pago 6*10*2=120 euro alla settimana), pero' lo stato rimborsa il 75% della retta se entrambi i genitori lavorano. IL rimborso sale al 90% per il secondo figlio (o la retta piu' bassa, nel mio caso il 90% e' per il grande che va alla materna, quindi paga di meno). Per accedere al rimborso, e' necessario che entrambi i genitori lavorino (basta anche un contratto di un'ora alla settimana) o abbiano lavorato (anche con un contratto di un mese a termine, hai diritto al rimborso anche se poi non lavori piu')
La materna inizia a 4 anni, si chiama scuola di base e dura fino ai 12. L"ultimo anno si fa un esame, in base al risultato si puo' accedere alla formazione superiore, e solo che puo' accedere al liceo potra' poi frequentare l'universita'
le scuole sono confessionali, aconfessionali (oubbliche, queste ultime hanno la fama di essere meno buone rispetto a quelle religiose, ma e' un mito), e anche interconfessionali
attenzione agli orari perché le scuole hanno orari un po' balordi per i genitori che lavorano: dale 8.20 alle 11.30 e 4 rientri alla settimana dalle 13 alle 15. il mercoledi' pomerigigo non c'e' rientro. questo in generale perche' c'e' molta autonomia
i bambini possono rimanere a mangiare a scuola, ma devi dargli tu il pranzo perche' non c'e' servizio mensa
il pomeriggio dopo l'uscita c'e' eventualmente il doposcuola, che va pagato a parte
di contro noto (almeno nel mio caso ) molta flessibilita' lavorativa, io lavoro part time (che e' non e' molto difficile da ottenere, soprattutto per una donna con figli) pur avendo una buona posizione lavorativa. nel senso che li part time non e' solo per chi fa la segretaria, ma anche per chi fa carriera.
fino ad un mese fa, facevo part time verticale (2 giorni a casa), ora orizzontale (4 giorni dalle 8 alle 14) cosi' concilio con gli orari della scuola.

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Ma quali rose rosse, ma quali bouquet di mammole?! Date retta a me: mazzi di scarpe. Questo è il desiderio inconfessabile di ogni femmina. (Luciana Littizzetto) www.sprazzidicreativita.blogspot.com
19/08/2010 - 08:45 [ Nuovo | Rispondi ]

chiaretta_75.nl
Socio: no

Italians dal:
28/08/2003

6443 messaggi
il part time e' facilmente ottenibile anche dai papa'
secondo legge, si hanno diritto a 13 settimane libere (non pagate) che vengono utilizzate per diminuire l'orario di lavoro, consumabili entor gli 8 anni del bambino, per mamma e per papa'
io ad esempio per lavorare part time "consumo" 2 giorni alla settimana, che mi scalano da questo "monte ore"
(quindi noi che siamo in due e abbiamo due figli, abbiamo diritto entrambi a 26 settimane)

quasi tutte le aziende rimborsano la benzina o il biglietto del treno per andare al lavoro

l'assicurazione medica e' a parte, per un buon pacchetto si pagano sui 100 euro al mese a persona. i figli fino ai 18 anni sono compresi nel pacchetto del genitore

le scuole dipendono dai quartieri, ma non c'e' un distretto scolastico, quindi si e' liberi di iscrivere i figli alla scuola che si preferisce. la lista di attesa e' solo in base all'iscrizione, di solito le scuole accettano le iscrizioni a partire dai 2 anni del bambino, che poi iniziera' a freuentare a 4 anni

anche le biblioteche sono gratuite fion a 18 anni

mi sembra tutto, se hai altre domande chiedi pure

ah, logicamente essendo EU, non si ha bisogno di permesso di lavoro. solo in alcuni casi e' richiesto il permesso di soggiorno se si vuole comprare casa (il che é contro le direttive europee, ma l'Olanda preferisce pagare la multa piuttosot che cambiarla), ma per i cittadini europei e' sufficinete un modulo da compilare e il permesso e' automatico, dato che non possono rifiutarlo

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Ma quali rose rosse, ma quali bouquet di mammole?! Date retta a me: mazzi di scarpe. Questo è il desiderio inconfessabile di ogni femmina. (Luciana Littizzetto) www.sprazzidicreativita.blogspot.com
19/08/2010 - 08:51 [ Nuovo | Rispondi ]

Marta76.be
Socio: no

Italians dal:
31/08/2006

1345 messaggi
Noi ci siamo trasferiti ad Helsinki con due bimbette (3 anni e 15 mesi) tre mesi fa, prima stavamo in Belgio... Se lo rifarei? Subito. Questo è un Paese fantastico per far crescere dei bimbi... non ci starei tutta la vita ma adesso che sono così piccoli trovo che la Finlandia (o comunque un Paese scandinavo) siano eccezionali.

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03/09/2010 - 15:38 [ Nuovo | Rispondi ]

momx2.us
Socio: no

Italians dal:
16/12/2009

201 messaggi
Risposta al messaggio di Marta76 del 03/09/2010 - 15:38

Sarebbe bello se ci potessi spiegare cosa rende la Finlandia meglio del Belgio cosi' mettiamo due paesi a confronto. Grazie

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06/09/2010 - 00:54 [ Nuovo | Rispondi ]

Marta76.be
Socio: no

Italians dal:
31/08/2006

1345 messaggi
Risposta al messaggio di momx2 del 06/09/2010 - 00:54

Diciamo che già in Belgio si stava bene, qui si sta ancora meglio.
Le mamme con passeggini/carrozzine NON pagano i trasporti pubblici, non è una cosa intelligente? Il parco giochi del mio quartiere serviva il pranzo gratis a tutti i bambini quest'estate, proponendo attività e piscina, sempre gratuite.
In parecchi ristoranti il pranzo per i bambini sotto una certa età è gratuito o si paga 1 euro/anno... Rebecca ha tre anni, paga quindi tre euro. Per non parlare dello zoo, anch'esso gratuito per i minori di sette anni.
Qui tutti i bambini in età scolare (dai sette anni in su) girano soli, e anch'io ho lasciato mia figlia al parco libera di andare e venire come le pareva, senza troppi patemi d'animo.
La città è pulitissima, è molto verde, ogni palazzo ha un cortile con le altalene, gli scivoli, il bac à sable. D'inverno la città organizza sui campi di calcio delle piste di pattinaggio, che cura regolarmente. Insomma, potrei continuare così... la quasi totalità delle attovità è gratuita.
Come dovunque, ci sono anche i lati negativi, trovo che l'adolescenza qui non sia un periodo facile, con il buio, l'alcolismo, eccetera, ma fintanto che i bimbi son piccoli è un paradiso.
Correggetemi se sbaglio.
Già trovavo che Bruxelles avesse un'ottima offerta per i bambini, ma qui si fa ancora di più. Credo che sia la mentalità dei Paesi scandinavi, i bambini sono al centro di ogni attenzione.
Marta

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06/09/2010 - 12:43 [ Nuovo | Rispondi ]

valeyah2003.be
Socio: no

Italians dal:
08/12/2003

4783 messaggi
Risposta al messaggio di Marta76 del 06/09/2010 - 12:43

Ciao Marta!
Confronti Belgio/Finlandia: posso riportare i commenti di due famiglie finlandesi che abitano vicino a me. Entrambe mi hanno detto che non tornerebbero a vivere in Finlandia perchè il clima del Belgio è molto migliore (il che è tutto dire!).
La mia esperienza di paesi nordici è molto limitata, ho fatto solo un viaggio di lavoro a Helsinki e un lungo we quest'anno in Svezia con la famiglia. In Svezia ho notato anche io quello che dice Marta, per i bambini c'è tantissimo. Sono sempre fuori, con qualsiasi tempo, e sono molto liberi.

Valentina

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. (Daniel Pennac)
06/09/2010 - 14:13 [ Nuovo | Rispondi ]

giovig.us
Socio: no

Italians dal:
04/10/2004

857 messaggi
c'e' qualcuno che vive in giappone? quest'estate sono stata a Tokyo e Kyoto, e sono rimasta stupitissima di vedere bambini da soli girare per la citta'. Cioe' a Kyoto, c'erano bambini in eta' di elementari che uscivano dal Kumon (scuola integrativa) alle 10 di sera (?!) da soli. E a Tokyo ho visto bambini dai 6 anni in su, in gen in gruppi di 2-3, prendere la metropolitana da soli! avete presente fare una cosa del genere a Milano o New york o Londra?!

E' uno dei crucci che ho sui tempi moderni, ora non mi fiderei mai a fare fare a mia figlia le cose che io facevo (tipo andare al supermercato da sola a 7 anni, attraversando diverse starde e gestendo le venti mila lire...). Abitiamo in una citta' molto safe (scottsdale, arizona), ma c'e' traffico per andare al centro commerciale qui vicino, e comunque, io qui negli States sono paranoica.

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06/09/2010 - 21:50 [ Nuovo | Rispondi ]

vidadoktoric.it
Socio: no

Italians dal:
18/09/2004

477 messaggi
sto riflettendo sul tema del forum e chiedo alle mamme con figli cresciuti all'estero:

Che rapporto hanno con l'Italia? E' solo il paese dei nonni, delle vacanze, oppure sono legati al paese come lo siamo noi? Seguono la tv, leggono libri, ascoltano le canzoni, sono aggiornati su quanto succede, chiedono di tornarci a vivere o non gliene importa più niente?
Insomma, si sentono italiani all'estero ma pur sempre italiani, oppure vengono assimilati pian pianino dal paese ospitante?

Ieri ho parlato con un'amica di mia madre e mi ha fatto una testa così sul tema 'identità', dicendo che se ci trasferiamo mia figlia perderà le radici (tema scottante per noi che siamo già una minoranza linguistica), che non saprà dov'è casa sua, verrà il momento in cui non si troverà a suo agio ne qui ne lì, insomma mi ha messo su un po' di paranoia



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Yeah, è iniziata la discesa !!!
07/09/2010 - 08:51 [ Nuovo | Rispondi ]

valeyah2003.be
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Risposta al messaggio di giovig del 06/09/2010 - 21:50

C'è poki che vive in Giappone, vediamo se passa di qui.
Sono d'accordo con te, anche a me dispiace vedere che i bambini sono molto meno liberi di quanto ero io alla loro età. Abitavo in campagna, e a 7 anni andavo a scuola da sola in bicicletta.
Noi viviamo in una zona residenziale, strada chiusa (passano solo le auto di chi ci abita) e molti bambini giocano in strada. Quest'anno Elena ha cominciato ad andare in bici e io la lascio fare il giro dell'isolato da sola. Mio marito non è molto d'accordo (anche se poche, le auto ci sono e una bambina di 5 anni non fa molta attenzione quando va in bici), ma penso che un minimo di libertà devo cominciare a dargliela.
@Vida: è un po' difficile rispondere alla tua domanda perchè le mie bambine sono ancora piccole. Mi sembra pero' che Elena si senta italiana. L'anno scorso, quando ha cominciato la scuola in italiano, l'ho vista molto contenta, impara le canzoncine che imparavo io, e a casa le leggo molto in italiano. Certo, aiuta molto che abbia due genitori italiani, passi tutte le vacanze in Italia e vada a scuola in italiano. Io spero che continui a sentirsi italiana, pur crescendo in un contesto internazionale e multilingue.

Valentina

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07/09/2010 - 09:02 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 07/09/2010 - 08:51

Tua figlia crescerà e si formerà da belga ....almeno, finché dura questo paese ... ma avrà sempre una marcia in più, anzi 2, nel vostro caso. Sarà tante cose allo stesso tempo, ma sarà soprattutto rappresentante di una nuova generazaione di europei, una dimensione dell'intelletto per la mia generazione, ma una dimensione del sentimento già per una certa gioventù.
Soprattutto non crucciarti e non omperti la testa su discorsi di questo tipo. Tua figlia sarà sempre e soprattutto lei stessa. E sarà sempre tua figlia.

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07/09/2010 - 09:05 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di valeyah2003 del 07/09/2010 - 09:02

Anche carlojp vive in giappone!
Io lascio Fabio giocare davanti casa da solo, ma noi abitiamo in una piazzetta pedonale, quindi al massimo passa qualche bici, ma macchine nulla
La piazzetta ha una parte centrale con prato e scivolo, e una stradina intorno dove lui puo' fare i vari giri in bici
sa che non puo' allontanarsi perche' poi va sulla strada dove passano le macchine

a scuola da solo no, almeno per qualche anno
la scuola e' vicina, saranno 500m, ma bisogna attraversare una strada a due corsie molto trafficata, e nonostante ci siano le strisce, non mi fido

e' vero che ai "nostri tempi" (cosa che fa sentire molto vecchia) andavamo a scuola da sole, o in bici nel quartiere da sole (anche se io vivevo in una grande citta' come milano, quindi ho iniziato a girare da sola dopo gli 8-9 anni), ma c'era (secondo me) anche una minore percezione dei pericoli, o forse si era meno coscienti di oggi. Avevo amichetti che tornavano a casa da soli da scuola, o venivano presi da vicine/amici etc, oggi solo se va un nonno a prendere il bambino a scuola bisogna comunicarlo prima o ad inizio anno.. non avevamo i seggiolini in macchina, il caschetto in bici, cose del genere...

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Ma quali rose rosse, ma quali bouquet di mammole?! Date retta a me: mazzi di scarpe. Questo è il desiderio inconfessabile di ogni femmina. (Luciana Littizzetto) www.sprazzidicreativita.blogspot.com
07/09/2010 - 09:09 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di Il Pelide del 07/09/2010 - 09:05

Sì è vero, mi sto crucciando.
E' che Petra ha legami talmente forti qui che ogni piccolo cambiamento la destabilizza. Ieri l'ho trovata chiusa in camera con lo sguardo triste - sente i miei preparativi per la visita medica a Lux - e mi ha detto Non so come farò senza di te , è così sensibile, si preoccupa per noi come fosse un adulto e soffre molto per ogni distacco (non piange, ma lo scoramento è evidente nonostante cerchi di farsene una ragione)
La ns situazione è un po' particolare perchè non abbiamo quasi parenti, è rimasta solo questa zia a Grado e Petra l'adora, allontanarsi da lei è sempre una tragedia. E poi essendo figlia unica sente forte il bisogno di compagnia.
Insomma, non vorrei creare un'infelice , per questo chiedevo lumi a chi ha figli grandi e questa scelta l'ha fatta anni fa.



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07/09/2010 - 11:22 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 07/09/2010 - 11:22

Tranquilla: le passerà presto. Sarà talmente occupata ad abituarsi alle novità che godrà molto dei nuovi orizzonti che le si spalancano davanti.

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07/09/2010 - 12:24 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 07/09/2010 - 08:51

Credo che dipenda da dove vivi e quanto spesso tornerete in Italia etc. Purtroppo qui negli USA scuole italiane non ce ne sono e la possibilita' di venire in Italia piu' di 1 volta l'anno neanche. Per quanto mi dipiace ammetterlo le mie figlie non si sentono italiane, ma americane con mamma italiana. Questa e' casa loro e non vorrebbero vivere in Italia. Loro comunque sono felici,non hanno problemi di identita'. Il problema e' piu' mio che non mi sento piu' a casa in Italia ma non mi sono mai sentita a casa neanche qui negli USA.

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07/09/2010 - 20:01 [ Nuovo | Rispondi ]

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io molto piu' del traffico ho paura dei maniaci
tipo, da casa nostra si va alle elementari passando dietro le case, in un parco; c'e' un sentiero asfaltato, e pare che lo facciano tutti i bambini. La mia va ancora al kindergarten, ma non so se mi fidero' mai di lasciarla fare il sentiero!

per il resto, penso Pelide abbia ragione. Alexandra e' americana, con genitori italiani e con nonni cugini amici etc italiani. Ma lei e' americana, e certe cose non le vivra'. Ne vivra' altre, per es capira' gli americani meglio di me. Non vedo lora che mi spieghi qualche cosetta

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08/09/2010 - 05:28 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di momx2 del 07/09/2010 - 20:01

Infatti, anch'io penso che quando andrò in pensione avrò il desiderio di tornare in Italia, ma a questo punto sarà mia figlia a non voler tornare.

Posso chiederti a che età si sono trasferite le tue bimbe? o forse sono nate lì, il che semplifica tutto?

ma perchè mi faccio tutti questi problemi? Sarà che sono dei Pesci (eh Pelide?)?



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08/09/2010 - 08:15 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 08/09/2010 - 08:15


Che ne sai che quanto tu andrai in pensione, lei non avrà voglia di trasferirsi in ... diciamo in Corea?

E i motivi potrebbero essere dei pià disparati: amore per il paese, opportunità professionali, amore per un Coreano o amore per una persona che deve trasferirsi per lavoro lì.

C'è una tale che conosco, che si è trasferita dall'Italia nei Paesi Bassi a dopo i 25 per seguire le sue inclinazione, che non pensava affatto di tornare in Italia, ma poi l'ha fatto, per .



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08/09/2010 - 09:23 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 08/09/2010 - 08:15

Certo Vida, ma i pesci sono posizionati uno per un verso e l'altro per l'altro. Io per esempio di problemi me ne faccio troppo pochi !

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08/09/2010 - 09:41 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 07/09/2010 - 08:51

ciao Vida,
capisco molto i tuoi crucci, me li faccio uguali uguali anch'io. Per ora è molto presto per i miei figli, ma penso che siano abbastanza tedeschi ma con cuore italiano. Mio marito ha profetizzato da subito che tiferanno sempre Italia nei campionati mondiali. In effetti il mio figlio più grande si è innamorato a prima vista della maglietta dell'Italia e non c'era verso di fargliela togliere, se la teneva anche a letto :-)
Certo, è un impegno fagli conoscere ed apprezzare una cultura che non è quella del Paese dove viviamo, io per esempio libri e DVD glieli compro solo in Italiano, con tutte le complicazioni logistiche di portarsi o farsi spedire le cose dall'Italia. Oppure cerco di mantenere molti contatti in Italia, con parenti, cuginetti ed amichetti. Ho cercato di "inserirlo" durante le vacanze, il più possibile. Certo è una fatica, anche perché il marito vorrebbe andare anche altrove, mica sempre in Italia in vacanza, ed allora cerco di fare un lungo weekend qui e la anche da sola con i bimbi. Quest'estate l'ho inserito bene, non so se durerá. Al ritorno si è re-inserito subito nel gruppo dell'asilo, lingua ed abitudini. Ma spero che continui a sentirsi italiano anche all'estero. Il vantaggio è che qui a FF il 30% della popolazione ha un background internazionale, quindi spero che la diversità continui a piacergli, e non a pesargli (si sa, i bambini odiano non sentirsi integrati). Quindi ho qualche speranza, per esempio la sua migliore amica all'asilo è una francese, al nido era una greca, e così via. Mentre, se frequentasse solo tedeschi forse vorrebbe uniformarsi alla cultura tedesca al 100%, rinnegando le sue radici? Chi lo sa, al momento mi sembrano tutte ipotesi, vedremo tra qualche anno

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Je weniger die Leute davon wissen, wie Würste und Gesetze gemacht werden, desto besser schlafen sie (Bismarck)
08/09/2010 - 15:13 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di larita del 08/09/2010 - 15:13

grazie cara per la tua testimonianza,
in effetti ogni famiglia è un caso a sé e ognuno fa del suo meglio - forse la cosa migliore è prendere le cose come vengono, in fondo non so nemmeno dove dovrò andare, quindi mi sto fasciando la testa per niente...

@Pelide, bella questa dei pesci che vanno in direzioni opposte, ecco perchè sono così piena di dubbi (ma solo su questo argomento, altrimenti sono un panzer!)



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08/09/2010 - 15:38 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 08/09/2010 - 15:38

Vida, tua figlia la conosci solo tu, non noi, quindi se hai dei dubbi, io penso che siano fondati. In ogni caso, se e quando deciderai di trasferirti, non pensare che sia una scelta finale e definitiva, si puo' sempre tornare indietro, se proprio Petra la vivesse malissimo. Non potrai saperlo se non provi. Ricordati che i bambini ci stupiscono sempre.

Valentina

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09/09/2010 - 09:08 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di vidadoktoric del 08/09/2010 - 08:15

Le miei figlie sono nate negli USA quindi questa e' sempre stata casa loro. Poi mio marito e' americano quindi ovviamente c'e' molta influenza americana nella nostra famiglia. Pero' secondo me i bambini si abituano facilmente a vivere in un posto nuovo, soprattutto se hanno meno di 10 anni. E' ovvio che ci saranno le difficolta' iniziali ma se i genitori sono contenti anche i bambini sono contenti. A quell'eta' e' molto importante quello che viene vissuto in famiglia. Quindi se voi avrete un'atteggiamento positivo verso il trasferimento anche per i bambini andra' tutto bene. Ovviamente conta che ci sia anche un sostegno da parte della scuola. Non ho capito dove state per trasferirivi ma se le insegnanti e i programmi scolastici aiutano i nuovi arrivati io non mi porrei troppi problemi.

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09/09/2010 - 17:22 [ Nuovo | Rispondi ]

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Risposta al messaggio di momx2 del 09/09/2010 - 17:22

forse hai toccato il punto dolente
in casa non siamo entrambi ugualmente entusiasti, anzi, mio marito semplicemente si astiene dal commentare, ma so che non ha nessuna voglia di andarsene. un po' lo capisco, ha appena aperto un piccolo bar e sta ancora ammortizzando la spesa, e poi il lavoro gli piace.
forse Petra sente questi diversi umori e naturalmente preferisce rimanere al sicuro a casa che buttarsi in una nuova avventura.
il trasferimento avverrebbe sempre in europa, Bruxelles o Luxembourg, dove ci sono ottime scuole, da quel lato no problem

qualche volta penso che sarebbe lasciare meglio il papà a casa e vederci tutti insieme il fine settimana, non so che ripercussioni potrebbero esserci sulla famiglia (Petra è innamorata di suo padre e soffre molto la sua lontananza)



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10/09/2010 - 08:43 [ Nuovo | Rispondi ]

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