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Ma quale Transiberiana?
di Babuska109

Dal finestrino del mio viaggio

Jahnstrasse 29

Scritto da babuska109 il 23/11/2014

Jahnstrasse 29. 1996-'98, anni di ebbrezza: amo un rosso che abita a tre minuti di bici, e vivo a due passi da Marienplatz, nel clou dello scenico Glockenbachviertel, tra locali gay, botteghe storiche e atelier di artisti. Il mio vicino di pianerottolo è un quarantenne nero; la notte spacca mobili, urla dagli abissi di occhi spiritati. Entra ed esce di galera. Sull'altro lato c'è un serbo: ogni tanto viene la polizia a chiedermi se lo conosco, ma io non lo vedró mai in due anni. Invece frequento la sua convivente: insiste sempre che entri "per una tazza". Caffé turco di Yugoslavia, e lei, ragazzina, è un rebus di riccioli e racconti scombinati, lo sguardo frugale come le stanze del latitante. Una sera rientro e la incrocio sulle scale che pulisce macchie di sangue, l'ultima davanti alla sua porta.
Viene dalla Bosnia anche la giovane mamma che un pomeriggio impreca contro l'ascensore: il passeggino ci entra a stento, ma è una delle ultime fatiche. Lo lascerá di lí a poco: l'ascensore, e il lavoro, e tutte le conquiste della dignitá, per partire alla scadenza improrogabile dell'asilo politico, e tornare nel Nulla: "peccato non esserci presentate prima", e mi viene da baciarmi il passaporto. La notte mi telefona un maniaco che ansima con la voce roca, e io mi scoccio, perché devo alzarmi prima delle 4 per andare in aeroporto: ai check-in accalcati della Air France di Monaco di Baviera, ci siamo io italiana e Manolo spagnolo a scambiarci risate e ricette; un mattino gli confido che il proprietario mi prega di liberare l'appartamento per metterci la figliola. -"Kein Problem, vado da Jakob", ma il collega ha l'etá del mio papá lontano: "vuole che tu esca subito e lo fai?! Mi meraviglio di te, bambina mia! Devi imporgli condizioni!". Io non ho il coraggio, ma non ho neanche soldi... 4 affitti rimborsati, e una botta di autostima.
Jahnstrasse oggi, ripulita come un ricordo: sul balcone non c'è piú la cianfrusaglia del nigeriano; io e Jakob abbiamo fatto tre traslochi e due figli e Manolo se l'è portato via un infarto, lui e le paelle piú entusiastiche del mondo, schizzi di nostalgia sulle vetrate del Terminal 1.

L'ultima volta che attraversai quel portone fu quando volevo avvertire la neoinquilina, ereditaria del mio numero telefonico, dei molesti gemiti notturni: mi ritrovai davanti una ragazza disabile, che mi fissava impacciata dalla spalliera di una sedia.
Per un istante, dimorai all'inferno.




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Commenti a questo articolo:
Ah, sei tornata!!!
Un caro saluto dal Caffè Fausto dove nella pausa leggo la tua mail. Mancavi da parecchio, bentornata.
Un abbraccio

Scritto da danilele il 25/11/2014 14:26
Grazie Daniele, un abbraccio anche a te. Dov'è il Caffé Fausto? Magari ti vengo a trovare;-)

Scritto da babuska109 il 25/11/2014 22:28