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Ma quale Transiberiana?
di Babuska109

Dal finestrino del mio viaggio

Gli Altri

Scritto da babuska109 il 15/10/2011



Gli altri.
Qualcuno che non ha bisogno di esser qui nominato, diceva che sono l'inferno. Quelli che cercano sempre di uscirne indenni pensano all'interpretazione pi retorica, che siano lo scontro, il biasimo, l'offesa, l'usurpazione, la prepotenza e la banalit altrui a renderci la vita impossibile.
Se cos fosse, allora i pi forti sarebbero in paradiso, ma noi che abbiamo lavorato almeno una volta in nero lo sappiamo che il paradiso non esiste; chi lo cerca pu sognare tranquillo: per stare al mondo non bisogna capire, basta mangiare, dormire e maneggiare un telecomando.

Gli altri sono uno specchio, e questo il peggio che possa capitare a un essere umano. Di confrontare la verit con l'immagine di s che esiste solo nella sua fantasia.
Gli altri sono una bilancia costante per capire chi siamo veramente e cosa improbabile che saremo, anche se aneliamo tanto diventarlo, e nella nostra mente gi ci siamo costruiti un bel pulpito troneggiante.
Sono la livella per vedere davvero come misuriamo, in rapporto a criteri generali e socialmente condivisi di armonia, e non soltanto in rapporto al bianco sconfinato della parete che ci coccoliamo nella testa.
E tutto questo s, pu essere drammatico come le fiamme degli abissi.

Gli altri ci fanno ammettere che abbiamo dei pregiudizi, anche se noi ci sentivamo teneri come madre Teresa; ci fanno capire che non siamo i pi brillanti della nostra annata, che non siamo i pi simpatici, i pi creativi o i pi dotati.
Gli altri ci fanno scoprire che non siamo gli unici che sanno dipingere, o cucinare.
Ci fanno rendere conto che non siamo i soli che arrivano a fare certe pensate, che si devastano dentro per il commiato delle illusioni, che passano giorni a sviscerare emozioni e sentimenti dentro l'anima e dentro la noia.
Gli altri ci fanno notare che non siamo quelli che hanno i problemi maggiori, anche se questa la pi diffusa consolazione per chi soffre.
A volte, ci fanno semplicemente imparare che una cosa pu essere fatta effettivamente meglio in un altro modo, anche se l'abbiamo confezionata cos per 40 anni, e avremmo giurato che era la migliore maniera possibile, e conseguentemente avremmo istruito generazioni.
Sono la strada soleggiata su cui si imbastisce la nostra ombra, di cui altrimenti non conosceremmo mai il disegno; ci fanno aggiustare il tiro, cogliere che non stavamo andando dritto o storto come nelle intenzioni, che mancano un centimetro di qua o una sfumatura di l; che quello che pensavamo pulito torbido, che quello che confidavamo brioso tiepido; che quello che volevamo vero commedia; che esistono tanti destini per ogni parola e musiche che non avremmo mai ricordato.

Gli altri ci suggeriscono aggettivi per le nostre reazioni e per i nostri comportamenti: dove noi mettevamo "profondo", scrivono scontato o presuntuoso; dove noi usavamo "logico", sostituiscono viziato o ossessivo; dove pensiamo "emotivo" ci offrono eccessivo e distruttivo.

Gli altri ci fanno avvertire che non siamo speciali, consegnandoci un amaro che non aiuta come digestivo.

Ma l dove pi arde il rogo, quando gli altri ci fanno sospettare che non siamo felici, perch i colori delle cose e la loro misura e il loro odore non sono solo quelli degli arredi che entrano in casa nostra; perch c' altro che non sapevamo potesse esistere. E allora il nostro bianco appare un po' grigio, e il nostro tesoro inappagante.

Se potessero togliersi dai piedi per un paio d'anni, in quel tempo noi ci riposeremmo in una rigenerazione calda e rassicurante come un dolce appena sfornato, ci lasceremmo cullare lietamente da onde leggere per godere meglio il passaggio delle nuvole; salvo poi accorgerci, al loro riapparire, che la nostra zattera sbandata in mezzo all'oceano a mille miglia da qualsiasi faro, isolata e avulsa dalla terra ferma.




Ultima modifica: 16/10/2011



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Commenti a questo articolo:
"Sono la strada soleggiata su cui si imbastisce la nostra ombra, di cui altrimenti non conosceremmo mai il disegno"

Eccezionale questa... Ausdruck! ~ ;O)

Scritto da tamarro il 17/10/2011 10:01
e' troppo triste quello che osservi. Gli 'altri' ti hanno preso tutto ma non ti hanno lasciato la speranza.
Senza la speranza non si puo' vivere, Un po' di ottimismo ti prego,

Scritto da libra7 il 01/01/2012 04:16