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Appunti di viaggio
di mbeps

Il blog di mbeps

Cartoline ieri, oggi... attachments (?)

Scritto da mbeps il 11/09/2009


Neanche tanti anni fa, chi andava in vacanza non dimenticava mai di scrivere e spedire qualche cartolina agli amici, ai parenti rimasti a casa, ai colleghi ancora al lavoro. Era una piccola cosa, un rettangolo di carta sul quale si potevano scrivere dei brevi messaggi di saluto o, se si aveva pił confidenza, anche delle vere e proprie mini lettere. Il fronte mostrava spesso dei paesaggi di cieli azzurri e mari blu, sabbia, palme, promontori e scogliere; oppure, picchi montani, catene dolomitiche od alpine, laghi tra le vette, stelle alpine; ed ancora, monumenti, piazze di cittą d'arte, statue, quadri, musei. Cartoline ritratte di giorno, di notte, al tramonto od all'alba.

A volte erano un modo per ricambiare un'altra cartolina che ci era arrivata dalle precedenti vacanze del destinatario, altre volte erano un saluto alle persone care lontane, a chi non si vedeva da tanto tempo, che magari intanto si era sposata ed aveva gią la prole a carico senza che lo sapessimo. Gli indirizzi si conservavano su un foglio di carta, ripiegato pił e pił volte, talvolta anche un po' sbiadito ed illeggibile. Non importava, perchč di solito il postino conosceva il destinatario e riusciva a recapitarlo anche quando l'indirizzo non portava la via esatta od il numero civico. Capitava anche che la cartolina arrivasse ben dopo che chi la spediva era gią tornato a casa.

Quante volte abbiamo visto veri e propri collages di cartoline delle vacanze negli uffici, nei bar, nelle pizzerie, a casa dei nonni o degli zii, a volte incastrate tra la cornice ed il vetro dello specchio dell'ingresso, e chissą quanti (come il sottoscritto) componevano dei collages di queste cartoline in casa propria. Ogni cartolina che ci arrivava era una piccola ma sempre gradita sorpresa.

Tutte insieme, erano tante finestre su luoghi conosciuti, ma pił spesso sconosciuti, che chissą se avremmo mai visto di persona. Un viaggio aereo era ancora fuori della portata di tanti, e gli amici che si avventuravano in treno con l'Interrail tornavano con racconti, chissą quanti poi veri o presunti, di stranezze sui posti visti, di abitudini a noi aliene, e delle conquiste con l'altro sesso.

Tutto lasciava spazio all'immaginazione.

Mi č caduto lo sguardo l'altro giorno su questa collezione di cartoline da tutto il mondo che avevo messo insieme nel corso degli anni. Tante erano arrivate da viaggi di amici, ma tante erano arrivate anche dai primi amici conosciuti via internet.

Le cartoline oggi non arrivano pił.

I paesaggi che ritraevano oggi sono vicini uno o due clic, e li troviamo nella nostra casella e-mail come 'attachments', o spiattellati su Facebook. E' diventato pił facile (ed alla portata di tutte le tasche) spostarsi, viaggiare, vedere, fotografare, scaricare sul proprio pc e spedire tutto via e-mail a decine di persone.

Si fa prima, certo. Si vede molto di pił con cento foto sul monitor che con una cartolina di cartoncino, con il timbro illeggibile e a volte anche con qualche macchia di unto delle dita dell'impiegato postale.

Eppure... si immagina molto di meno, e non si ha pił quell'impressione di tempo speso per scegliere una cartolina, spiegare gesticolando in una lingua a noi quasi ignota che ci servono i francobolli per spedirla, prendere la penna e scrivere indirizzo ed un breve o affettuoso saluto, e trovare la cassetta per imbucarla.

Quella sensazione che qualcuno da qualche parte ha riservato un pensiero solo per noi, anche se poi quando li incontriamo ci chiedono "E' arrivata la cartolina", e noi a dare spesso la colpa alle poste con un cenno di vaga complicitą e rassegnazione.

E quando i nostri figli o nipoti, magari guardandoci con l'espressione di chi la sa lunga quando ha a che fare con cose 'antiche' dei genitori o dei nonni, chissą se riusciremo a passar loro quel senso di immaginazione che un rettangolo di carta, con due righe scritte a penna sul retro, ed una foto di un paesaggio un po' cosģ sul davanti, ci dava quando trovavamo una cartolina nella cassetta della posta.




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Commenti a questo articolo:
Bravo Mbeps! Anche i miei che ancora sono pochissimo avvezzi al web si lamentano che non gliele mando piu' dai posti dove vado. Almeno per loro un'eccezione dovrei farla O:)...

Scritto da instockholm il 14/09/2009 14:47
Aggiungo che mi hai fatto ripensare a questa [Link] :D

Scritto da instockholm il 14/09/2009 15:14
In passato ne ho ricevute tante; le ho tenute tutte via. Con alcune ho riempito cornici che sovrastano il mio letto. Le pià recenti sono in cucina a ricordarmi chi, lontano o meno lontano, si è preso del tempo e lo ha dedicato a me.

Mi arrivano ancora; alcune da fedeli compagni di avventure, altre da affetti sinceri a distanza, altre dai miei genitori nei loro viaggi dettati da "turismo industriale" come ama definirlo mio padre.

Ogni volta che ne arriva una nuova, sorrido scorgendola nella casella e impreco se non trovo la chiave per l'attesa che mi toccherà sopportare prima di capire chi ha avuto quel pensiero speciale per me.

Va da sé, sono rimasta una assidua speditrice di cartoline.

Scritto da frances il 10/11/2009 14:32